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Le notizie dell'Agenzia Fides

  • ASIA/INDONESIA - Un nuovo arcivescovo a Semarang, pronto per la Giornata della gioventù asiatica
    Semarang - P. Robertus Rubiyatmoko sarà consacrato arcivescovo di Semarang, a Giava Centrale, il 19 maggio e il primo grande evento che accompagnerà come Pastore della comunità locale è la Giornata della gioventù asiatica che l'arcidiocesi di Semarang ospiterà tre mesi dopo: l' AYD, evento che si tiene a Yogyakarta dal 30 luglio al 9 agosto, radunerà in Indonesia oltre 3.000 giovani cattolici da 29 paesi asiatici ed è incentrato sul tema ?Gioventù asiatica in festa: vivere il Vangelo nell?Asia multiculturale?.
    Come p. Robertus Rubiyatmoko spiega in un colloquio con l'Agenzia Fides, il tema è particolarmente in sintonia con il piano pastorale dell'arcidiocesi di Semarang, che intende ?portare la civiltà dell'amore nella società indonesiana". ?Ci auguriamo che la gioventù cattolica dell'arcidiocesi di Semarang e di tutti i paesi dell'Asia sappia apprezzare e vivere con coraggio nella società multiculturale e sia presente all'interno di quei contesti per portare la luce di Cristo, in modo che Egli viva realmente nella società plurale" osserva l'arcivescovo eletto. P. Rubiyatmoko ritiene importante che "i giovani cattolici sviluppino una buona cooperazione e facciano rete", tenendosi in contatto tra loro e aprendosi ai giovani di altre religioni, nello spirito di condividere il bene con tutti i giovani di buona volontà.
    Parlando poi della sua prossima consacrazione episcopale, il sacerdote spiega di non aver ancora scelto il motto episcopale, ma che "si lascerà ispirare dalla Misericordiae Vultus". "Mi aspetto un dono abbondante dello Spirito di Dio ? nota - che mi dia ogni giorno la grazia per poter svolgere la responsabilità di Pastore secondo il cuore di Dio e in accordo con la missione della Chiesa universale" nota il prete, che ora è Vicario giudiziale dell'arcidiocesi.
    L?arcivescovo eletto ringrazia il suo predecessore, l'arcivescovo Johannes Maria Pujasumarta, scomparso prematuramente nel 2015, che "ha gettato le basi per la Pastorale nella comunità di Semarang, formulando alcune linee guida quinquennali". Nel primo quinquennio, il focus è "creare una civiltà dell'amore in Indonesia, contribuendo a costruire una società inclusiva". "Nonostante le mie debolezze umane, nulla è impossibile a Dio. Confido nel dono della sua grazia per fare la sua volontà, e confido nella incessante preghiera dei battezzati per il mio servizio di Pastore?, conclude p. Rubiyatmoko.

  • AMERICA/MESSICO - Ancora rivolte e violenze nelle carceri, sempre più urgente una riforma
    Ciudad Victoria ? ?Ciò che accade nel carcere di Cadereyta è solo la punta dell? iceberg? segnala un giornale di Nuevo Leon riferendosi ai due giorni di rivolte in un carcere messicano, che hanno lasciato due morti e tredici feriti gravi. I detenuti, l?altro ieri e ieri, hanno incendiato i materassi nelle celle e la farmacia della prigione è stata saccheggiata. "Un sintomo che le cose sono ancora più gravi di quanto il governo vuole riconoscere" si legge nella nota inviata a Fides dopo le dichiarazioni ufficiali del portavoce del governo, secondo cui si trattava solo di una protesta. Più tardi il governo ha ammesso che era stata una rivolta.
    Proprio tre giorni fa, nello stato vicino, Sua Ecc. Mons. Antonio González Sánchez, Vescovo di Ciudad Victoria, non troppo lontano dal luogo della vicenda, aveva dichiarato alla stampa che "in Messico è urgente una riforma delle carceri" e aveva chiesto al Governo Federale di riformare il sistema perché deteriorato. "Le carceri non funzionano come dovrebbero - ha detto Mons. Gonzalez -. Purtroppo si parla molto delle strategie di sicurezza, di creare altre istituzioni, ma credo che la cittadinanza voglia vedere risultati tangibili".
    Pochi giorni fa 29 prigionieri sono fuggiti dal carcere di Ciudad Victoria, nello stato messicano di Tamaulipas, attraverso un tunnel sotterraneo scavato sotto il muro di cinta dell?istituto penitenziario. La dura reazione dalle guardie carcerarie ha scatenato una sommossa e dei disordini, durante i quali quattro detenuti sono stati accoltellati. Tre di loro sono deceduti e un altro è rimasto ferito.



  • AFRICA/CONGO RD - Trovati i corpi dei due esperti ONU rapiti nel Kasai centrale
    Kinshasa - Sono stati ritrovati i corpi senza vita dei due esperti della Commissione ONU incaricata di indagare sulle violenze in corso nel Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo.
    I due, l?americano Michael Sharp e la svedese Zaida Catalan, erano stati sequestrati il 12 marzo sulla strada Bukonde-Tshimbulu sul ponte Moyo, nei pressi del villaggio Ngombe, nel Kasai Centrale, regione sconvolta dagli scontri tra i militari e i seguaci del defunto capo tradizionale Kamuina Nsapu . Secondo un portavoce del governo, Zaida Catalan è stata decapitata.
    Nella stessa regione 39 poliziotti erano stati decapitati dopo essere caduti in un?imboscata stradale tesa dai seguaci di Kamuina Nsapu .
    La scoperta dei corpi degli esperti dell?ONU avviene mentre al Palazzo di Vetro si sta dibattendo il rinnovo della Missione delle Nazioni Unite nella RDC . In un comunicato inviato all?Agenzia Fides, l?ONG congolese CEPADHO sottolinea che in questa fase di debolezza delle istituzioni nazionali e di instabilità in diverse aree del Paese, è opportuno che le truppe ONU rimangano. Il CEPADHO sottolinea però che il grosso del contingente della MINUSCO sia ritirato in modo progressivo mentre sia invece potenziata la Brigata d?Intervento Rapido, un?unità particolarmente efficace nel contrastare le milizie e gli altri gruppi armati che infestano diverse aree della RDC. Tra questi il CEPADHO ricorda l?ADF di origine ugandese, le FDLR di origine rwandese e i gruppi Mayi Mayi presenti nel Nord Kivu , la milizia di Kamuina Nsapu nel Kasai Centrale, mentre la provincia del Tanganyika è in preda a scontri inter-etnici.
    La crisi politica con il mancato accordo per l?attuazione delle intese di San Silvestro non fa che accentuare l?instabilità del Paese.


  • AFRICA/EGITTO - Arrestati 13 copti. Chiedevano alla polizia di intervenire sul caso di una ragazza scomparsa
    Qena - Tredici cristiani copti sono stati arrestati nella città di Qena dalla polizia egiziana mentre stavano partecipando a una manifestazione per chiedere agli apparati di sicurezza di intervenire in maniera più decisa nelle indagini intorno al rapimento di una ragazza copta. L'adolescente copta si chiama Marina Nashaat ed è scomparsa da tre settimane. I manifestanti ? qualche decina - si erano mobilitati in maniera spontanea, senza preavvisare le autorità locali. Ma la dimostrazione non aveva causato problemi all'ordine pubblico, e si stava svolgendo pacificamente in una via poco trafficata, quando la polizia è intervenuta e ha tratto in arresto 25 giovani manifestanti, mettendo in atto una disposizione repressiva che appare oggettivamente esagerata.
    Il padre della ragazza ha riferito ai media egiziani di non aver ricevuto nemmeno una telefonata da parte delle forze di sicurezza da quando la figlia è scomparsa. .

  • AFRICA/SUDAN - Non si ferma l?epidemia di colera
    El Gallabat ? Sono oltre 50 le persone contagiate dal colera nella località El Gallabat, nel Sudan orientale. Una donna è morta a El Jinan, nella località occidentale di El Gallabat. Una fonte sanitaria locale ha informato che nello Stato di El Gedaref sono stati registrati 30 casi della pandemia a El Saraf El Ahmer, e oltre 70 a El Mahalla; entrambi nella località El Gallabat. Altri casi sono emersi in altre località dello Stato e le autorità sanitarie locali hanno inviato, nelle aree colpite, squadre di medici e infermieri nel tentativo di frenare la diffusione. Il tasso delle infezioni continuerà ad aumentare durante la stagione delle piogge se il Ministero della Sanità sudanese continuerà ad ignorare l?epidemia. Infatti, il Ministero ha continuato a definire i casi riscontrati ?diarrea acquosa acuta? piuttosto che colera.




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