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Le notizie dell'Agenzia Fides

  • ASIA/PAKISTAN - Un docente cattolico: ?In Pakistan c'è il fallimento del sistema educativo?
    Faisalabad ? ?In Pakistan assistiamo al fallimento del sistema educativo. La morte di Sharon Masih, lo studente cristiano linciato dai compagni di classe nell'indifferenza degli insegnanti, lo mostra con chiarezza. C'è un clima di odio verso i non musulmani, l'ambiente delle scuole è deteriorato. Bambini e ragazzi cristiani e indù sono vittime degli studenti musulmani ma anche dei docenti?: è la forte denuncia consegnata all'Agenzia Fides da Anjum James Paul, professore cattolico pakistano e presidente della ?Pakistan Minorities Teachers? Association? . Anjum James Paul è stato compagno di scuola di Shahbaz Bhatti, il ministro cattolico assassinato, e ne ha condiviso l'impegno per i diritti umani e per la promozione delle minoranze religiose nel paese. Oggi conduce una associazione che compie ricerche ed elabora studi e documenti, collaborando con il Ministero per l'istruzione del Pakistan.
    Anjum James Paul dice a Fides: ?In 14 anni di ricerche, che abbiamo sempre sottoposto al governo, possiamo dire con certezza che l'intolleranza nelle scuole pubbliche è diffusa e l'omicidio di Sharon ne è un chiaro esempio. Ci sono pregiudizi e odio verso le minoranze religiose che vengono instillati attraverso i libri di testo adottati nelle scuole pubbliche, che promuovono disprezzo contro le altre religioni. Urge promuovere la convivenza e la tolleranza in tutte le scuole, a partire dai bambini più piccoli. Questo sistema educativo ha un forte impatto sulla formazione e sulle menti dei giovani, dunque sull?intera società. Lo abbiamo già segnalato nel nostro ?Libro Bianco sull'istruzione? edito dieci anni or sono?.
    Il presidente prosegue: ?Negli anni scorsi vi sono stati alcuni passi avanti e cambiamenti positivi, ma non si è fatto abbastanza. C'è un quadro di discriminazione istituzionalizzata verso i non musulmani che è molto pericoloso. Urge tagliare le radici dell'estremismo e promuovere con maggiore attenzione e impegno una riforma globale dei curriculum scolastici. I riferimenti ideali sono: il famoso discorso del 1947 di Ali Jinnah, fondatore del Pakistan, sulla protezione e libertà della minoranze religiose; e anche la recente sentenza della Corte Suprema che il 19 giugno 2014 ha ordinato al governo pakistano di impegnarsi e di adottare misure concrete per la protezione e per la promozione delle minoranze religiose, garantendo diritti uguali per tutti i cittadini?.

  • ASIA/GIAPPONE - Il Cardinale Filoni a Nagasaki: Cristo non è solo un ?guru? della vita morale
    Nagasaki - I missionari che introdussero il Vangelo in Giappone non misero a repentaglio la propria vita ?solo per annunciare Cristo come uno straordinario saggio o un guru della vita morale, o come promotore di benessere sociale?. Loro erano pronti a sacrificare la propria esistenza solo perché volevano far conoscere ?il mistero di Gesù, Figlio di Dio, che offre la sua vita per riscattare l?uomo dalla sua solitudine esistenziale, dalla povertà del peccato e dalle schiavitù che lo umiliano?. Lo ha ricordato il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, durante l'omelia della messa da lui celebrata la sera di martedì 19 settembre nella Cattedrale di Nagasaki, nel terzo giorno della sua visita in terra giapponese. ?Dopo decenni che il Vangelo è stato portato in Giappone? ha rilevato nell'omelia il Prefetto di Propaganda Fide ?oggi vediamo un pericolo, ossia quello di «relativizzare» sia la missione della Chiesa nel portare il Vangelo, sia la stessa persona di Cristo. Per esempio, si preferisce parlare di Cristo come di un saggio che mostra una giusta regola di vita, o di una buona persona che aiutava i poveri e gli emarginati della società della sua epoca. Volendo vedere la figura di Cristo come un filantropo dell?umanità, si rischierebbe di percepire anche la missione della Chiesa come quella di una grande organizzazione umanitaria mondiale?.
    Le opere caritative e la diffusione degli insegnamenti morali ? ha ricordato il porporato ? sono manifestazioni imprescindibili della vocazione missionaria della Chiesa , ma non possono essere separate dalla loro sorgente. ?Se riflettiamo sulla storia di oltre quattro secoli dall?arrivo di Francesco Saverio a Kagoshima ? ha aggiunto il Prefetto del Dicastero missionario, facendo riferimento al primo approdo dell'annuncio evangelico in terra giapponese - comprendiamo che per questo grande missionario annunciare il nome di Gesù in Giappone, rispondeva al profondo desiderio di portare in questa terra l?annuncio dell?amore e della compassione di Dio, perché il popolo giapponese, pur nobile e colto, era privo della rivelazione di Dio?. Anche oggi ? ha aggiunto il Cardinale Filoni - ?Noi siamo allora chiamati ad una missione grande verso questa umanità povera, sofferente, distrutta dall?odio, dalle invidie, dagli aborti, dalle guerre più atroci, dalle violenze sui più poveri, dalla droga, dalla dipendenza mortale dal successo e dal denaro?. .
    Link correlati :L'omelia integrale del Card. Filoni a Nagasaki

  • AFRICA/SUD SUDAN - I Vescovi: violenze, omicidi, torture e stupri di civili sono ?crimini di guerra?
    Juba ? ?Il nostro Paese non è in pace. La gente ha paura. La guerra civile, che abbiamo spesso descritto priva di alcuna giustificazione morale, continua?. Il dilagare di questa situazione ha spinto i Vescovi del Sud Sudan a pubblicare una Lettera pastorale pervenuta a Fides, nella quale lamentano l?attacco ai civili sia da parte del governo che dell?opposizione, e lanciano un allarme sulla dimensione etnica che il conflitto ha assunto . ?Nonostante i nostri appelli rivolti a tutte le parti, fazioni e singoli individui per fermare la guerra, si continua ad uccidere, rapinare, saccheggiare, fare sfollare la gente, attaccare le chiese e distruggere proprietà in tutto il paese. In alcune città c?è la calma, ma l?assenza di armi da fuoco non significa che la pace sia arrivata. In altre città, i civili sono ?prigionieri? a causa dell?insicurezza nelle strade circostanti?, si legge nel documento. La gente non ha un posto sicuro dove mettersi al riparo dalle violenze: ?Anche quando sono venuti a cercare riparo nelle nostre chiese o nei campi profughi delle Nazioni Unite hanno continuato a subire abusi da parte delle forze di sicurezza. Molti sono stati costretti a fuggire nei paesi limitrofi?, hanno dichiarato i Vescovi che, vedendo l?odio aumentare nel Paese, definiscono ?crimine di guerra? ogni tipo di violenza, omicidio, tortura e stupro di civili. ?La gente è stata ammassata nelle case alle quali poi è stato dato fuoco. I corpi delle vittime sono stati gettati in serbatoi infetti. C?è una totale mancanza di rispetto per la vita umana?.
    Inoltre l?Episcopato cattolico dichiara che intraprenderà un approccio ?più dinamico? per andare avanti e che si continuerà nello sforzo e nell?impegno di restare in contatto con altre Chiese cristiane nel tentativo di trovare una pace duratura. ?Attraverso il Piano d?azione per la Pace del nostro Consiglio delle Chiese del Sud Sudan ? si legge nel comunicato giunto a Fides - intendiamo incontrarci di persona non solo con il Presidente, ma anche con i vice presidenti, i ministri, i parlamentari, i leader dell?opposizione e i politici, i funzionari militari di tutte le parti e chiunque altro riteniamo abbia il potere di cambiare il nostro Paese per il meglio. E? nostra intenzione incontrarci non solo una volta, ma tutte le volte necessarie, per intraprendere una azione e non solo per dialogare?. Nello scorso mese di giugno, la Santa Sede ha annunciato l?iniziativa ?Il Papa per il Sud Sudan? che ha promosso lo stanziamento di un fondo vaticano da utilizzare nel Paese africano per istruzione, sanità e agricoltura .

  • ASIA/COREA DEL SUD - Un impegno comune: appello di leader religiosi e politici per la pace in Corea
    Seul ? Firmare e applicare il cessate-il fuoco, negoziare un trattato di pace, stabilire un?era di riconciliazione duratura nella penisola Coreana: sono le richieste contenute in uno speciale appello di pace, firmato da 2.000 persone di diversa nazionalità, etnia e religione, riunite a Seul per il vertice della Alleanza Mondiale delle Religioni di Pace , conclusosi il 18 settembre. Al summit hanno partecipato più di 50 leader politici e capi di oltre 30 paesi del mondo, più di 680 leader religiosi di 120 paesi. L'Alleanza mira a rafforzare il network tra leader e comunità religiose nel mondo per contribuirei alla pace nel pianeta.
    Il testo dell?appello, inviato all?Agenzia Fides, afferma che ?i leader religiosi devono unire le loro mani, riferendosi all?unico Creatore, per portare a termine tutte le guerre e lasciare la pace nel mondo come eredità alle generazioni future?. A tal fine si chiedono ai rappresentanti dell'ONU ?i più grandi sforzi possibili per emanare un diritto internazionale che garantisca la cessazione di tutte le guerre e contribuisca alla pace nel mondo?. I firmatari, leader politici e religiosi, si impegnano a cooperare e incoraggiare le popolazioni, nei rispettivi paesi, ?all'opera di raggiungere la pace nel mondo?. ?La pace non si ottiene per lo sforzo individuale, ma grazie all?impegno comune e all'unità di tanti che lavorano insieme?. Alla cerimonia di chiusura del Summit, tenutasi al Parco Olimpico di Seul ieri, 18 settembre, erano presenti oltre 200.000 persone di diverse comunità religiose, che si sono a loro volta impegnate a diventare ?messaggeri di pace?.
    Intanto nella penisola coreana si vive un clima di crescente tensione. Mentre il regime di Kim Jong-Un intende "accelerare" verso la sua trasformazione in potenza nucleare, gli Stati Uniti hanno dichiarato che ?esiste anche l'opzione militare? e, in risposta ai lanci missilistici di Pyongyang, hanno compiuto una azione dimostrativa, simulando un bombardamento nei cieli della penisola coreana. Anche la Cina e la Russia hanno cominciato esercitazioni navali vicino alla Corea del Nord. In questa situazione, affermano i leader religiosi, ?uno sforzo di pace è sempre più urgente?.

  • ASIA/GIAPPONE - Il Cardinale Filoni a Nagasaki: nella missione, il lavoro essenziale è compiuto dalla Grazia
    Nagasaki ? In Giappone è necessario ?riprendere la missio per i non-cristiani?. C'è bisogno di sacerdoti, religiosi, religiose e laici ?che mettano sotto gli occhi dei non-cristiani l?identità di Gesù attraverso la propria vita, avvicinando tutti con pazienza e amicizia?, e sperimentino sempre con gratitudine che in tale opera apostolica ?il lavoro essenziale è compiuto della Grazia, cioè da Dio?. Così il Cardinale Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei popoli, ha delineato le urgenze e i connotati sorgivi della missione a cui è chiamata la Chiesa nell'arcipelago nipponico, in questa fase della vita del Paese. Lo ha fatto nel discorso rivolto martedì 19 settembre a sacerdoti, religiosi, religiose, fedeli consacrati e laici dell'Arcidiocesi di Nagasaki, da lui incontrati nel terzo giorno della sua visita in terra giapponese.
    Nel suo intervento il Cardinale Filoni, citando San Paolo, ha iniziato ricordando che l'identità sui generis dei cristiani consiste nel loro essere ?rivestiti di Cristo? mediante il battesimo, e appare imparagonabile rispetto alle identità che procedono dalle appartenenze sociali, etniche o di altro tipo. Anche in Giappone, come testimoniano le persecuzioni del passato, ?il vivere questa identità di grazia divenne in pochi anni una sfida durissima, perché ciò non andava sempre in sintonia con una cultura che valorizza il concetto di 'uniformismo armonico' ?. Reazioni analoghe ? ha notato il Prefetto di Propaganda Fide - ci furono anche ?a Gerusalemme, come pure a Roma e in Grecia all?epoca degli Apostoli, e non soltanto nei primi secoli della Chiesa?, perché ?la fede in Cristo è stata sempre considerata, in ogni società tradizionale, come una «rivoluzione»?. Ma l'opera apostolica non è mai stata arrestata o intimidita dalle opposizioni di chi percepisce il cristianesimo ?come un elemento estraneo che minaccia l?armonia della società?. La missionarietà - ha rimarcato il porporato - ?è una passione, è come un amore travolgente. Non si può controllare, essa prende e marca tutta la vita. Non c?è razionalità, che raffreddi e uccida l?ardore?.
    L'autentico dinamismo apostolico ? ha suggerito nel suo intervento il Cardinale Filoni ? abbraccia e valorizza sempre i tratti positivi di ogni cultura e di ogni tradizione umana: ?penso? ha aggiunto il porporato, riferendosi alla situazione locale ?alla serietà dell?impegno quando un giapponese intraprende un compito, alla fierezza di appartenenza come aspetto identitario, all?amore per la natura e al suo rispetto, alla nobiltà di alcuni valori morali tradizionali?. Ma tale atteggiamento di simpatia e valorizzazione per i tesori di saggezza dei singoli popoli non esaurisce di per sé l'ampiezza e la ricchezza dell'avventura missionaria a cui sono chiamati tutti i cristiani: Anche in Giappone ? ha notato il Prefetto del Dicastero missionario ? occorre ?riprendere la missio per i non-cristiani?, che ha come paradigma intramontabile ?il peregrinare di Gesù, iniziato in Galilea, proseguito nelle regioni di Tiro, Sidone e della Decapoli, terre pagane, e concluso in Giudea?. In tale auspicata ripresa missionaria nell'arcipelago giapponese ? ha aggiunto il Cardinale Filoni - ?le difficoltà presenti non spariranno magicamente nel prossimo futuro, vista l?accelerazione della secolarizzazione della società. Tuttavia, non bisogna rassegnarsi davanti all?immensità dei problemi. Perché il lavoro essenziale è compiuto della Grazia, cioè da Dio. Dio ama i giapponesi e conosce i problemi e le angosce di questo popolo?. .
    Link correlati :Discorso integrale del Card. Filoni a sacerdoti, religiosi e laici Nagasaki


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