Home arrow Nachrichten

Hauptmenü
Zum Nachlesen
Militärseelsorge
Notfallseelsorge
Militärbischof
Militärgeneralvikariat
Dekanatsbereich I / Ost
Dekanatsbereich II / West
Auslandspfarren
Institut f. Religion u. Frieden
Militärbischöfliche Bibliothek
Arbeitsgem. kath. Soldaten
Soldatenwallfahrten
Bildarchiv
Downloads
Impressum

 
Panoramen der Kath. Militärseelsorge





Login Form





Passwort vergessen?


 

 

 

Aktuelles aus den Diözesen
Aktuelles aus den Militärpfarren

Fides News - Italian
Le notizie dell'Agenzia Fides

  • AMERICA/CILE - Il Papa a Iquique: non c'è gioia cristiana quando si chiudono le porte agli altri
    Iquique - L'apertura agli immigrati e ai forestieri è un segno che Cristo sta operando nei nostri cuori, portando a compimento il suo ?miracolo?. Mentre, al contrario, ?sappiamo bene che non c?è gioia cristiana quando si chiudono le porte; non c?è gioia cristiana quando si fa sentire agli altri che sono di troppo o che tra di noi non c?è posto per loro?. Lo ha detto Papa Francesco nell'omelia della messa celebrata al Campus Lobito di Iquique, capitale della regione di Tarapacá, affacciata sull'Oceano Pacifico, durante l'ultima tappa del suo viaggio in terra cilena. Prendendo spunto dall'episodio evangelico delle Nozze di Cana, letto durante la messa, il Papa ha messo in rilievo la pronta sollecitudine mostrata da Maria nel farsi carico delle difficoltà degli sposi. Quella sollecitudine ? ha voluto suggerire il Papa ? risulta familiare ai popoli del nord cileno, che anche grazie alla devozione popolare quasi si conformano ai sentimenti e alle azioni della Madre di Dio: ?Voi? ha detto il Papa rivolto ai fedeli presenti ?sapete celebrare cantando e danzando «la paternità, la provvidenza, la presenza amorosa e costante; genera atteggiamenti interiori raramente osservati altrove al medesimo grado: pazienza, senso della croce nella vita quotidiana, distacco, apertura agli altri, devozione?. La Vergine María - ha detto il Papa riferendosi alle devozioni mariane vive in quella parte del Popolo di Dio ?va per i nostri villaggi, per le vie, le piazze, le case, gli ospedali. Maria è la Virgen de la Tirana; la Virgen Ayquina a Calama; la Virgen de las Peñas ad Arica, che passa per tutti i nostri problemi familiari, quelli che sembrano soffocarci il cuore, per accostarsi all?orecchio di Gesù e dirgli: vedi, 'non hanno vino' ?. 

    La regione di Iquique è terra di forte immigrazione, avvezza a accogliere flussi di migranti in cerca i una vita migliore. Le famiglie che vi arrivano, soprattutto quando sono costrette a lasciare la loro terra perchè non hanno il necessario per vivere ? ha detto il Papa ? sono simili alla ?Santa Famiglia, che dovette attraversare deserti per poter continuare a vivere?. Il Papa ha espresso la speranza che le popolazioni locali custodiscano l'attitudine all'ospitalità che le connota, continuando a conformarsi alla sollecitudine operosa della Vergine Maria verso quelli che si trovano nella necessità, e continuando anche a ?approfittare? della saggezza e delle cose buone che i migranti portano con sé: ?Come Maria a Cana? ha detto il Papa ?non abbiamo paura di alzare le nostre voci per dire: 'Non hanno vino'. Il grido del popolo di Dio, il grido del povero, che ha forma di preghiera e allarga il cuore e ci insegna ad essere attenti. Siamo attenti a tutte le situazioni di ingiustizia e alle nuove forme di sfruttamento che espongono tanti fratelli a perdere la gioia della festa.. Siamo attenti a quelli che approfittano dell?irregolarità di molti migranti, perché non conoscono la lingua o non hanno i documenti in regola. Siamo attenti alla mancanza di casa, terra e lavoro di tante famiglie. E come Maria diciamo con fede: non hanno vino?.
    L'accoglienza degli stranieri, dei migranti e la sollecitudine verso chi è nel bisogno, nella prospettiva delle opere di misericordia, è stata delineata dal Papa non come uno sforzo volontaristico, ma come il segno e l'effetto del cambiamento operato in noi da Cristo: ?Lasciamo? ha detto il Papa in conclusione della sua omelia ?che Gesù possa completare il miracolo, trasformando le nostre comunità e i nostri cuori in segno vivo della sua presenza, che è gioiosa e festosa perché abbiamo sperimentato che Dio-è-con-noi, perché abbiamo imparato a ospitarlo in mezzo a noi. Gioia e festa contagiosa che ci porta a non escludere nessuno dall?annuncio di questa Buona Notizia.?. .

  • AMERICA/CILE - "Il Papa sostiene la missione dell'Università cattolica, per un'istruzione di qualità"
    Santiago - ?Avvieremo una sorta di lunga esegesi, in varie istanze, di ciò che ci ha detto il Santo Padre? dice all'Agenzia Fides il professor Patricio Bernedo, Decano di Storia, Geografia e Scienze Politiche della Pontificia Università Cattolica del Cile dopo il denso discorso di Papa Francesco nella sede centrale dell'ateneo. Il Decano si dice sorpreso per il ?lungo e contundente messaggio? che il Santo Padre ha diretto al mondo della cultura e dell'educazione. ?Mi ha soprattutto interpellato la sua raccomandazione di una ricerca della conoscenza che coniughi coerentemente la ragione, l'amore e l'azione , un concetto molto profondo e una sfida?. La PUCC ?è nata con la necessità di rafforzare l'identità cattolica nel contesto di uno Stato che approvava leggi liberali con le quali pretendeva di marginalizzare il cattolicesimo dal campo dell'educazione?, spiega Bernedo. E illustra il motivo del ringraziamento del Papa al Rettore Ignacio Sánchez per la sua ?difesa dell'indentità cattolica? dell'istituzione: ?Nel corso di questi 130 anni la PUCC si è sempre trovata di fronte a questa missione, che oggi è presente nelle nostre aule. Nella società e nei suoi rapporti con lo Stato, la PUCC promuove un'educazione di qualità alla portata di tutti, secondo quanto chiesto a furor di popolo dagli studenti nelle piazze nel 2006, nel 2011 e che oggi si discute: educazione gratuita e di qualità. Ed è attiva nel dibattito pubblico che studia come realizzare tale meta. Il Ministero dell'Educazione ?ascolta ma alla fine boicotta l'istruzione privata?, lamenta l'accademico. Attualmente, afferma, le scuole statali sono notevolmente al di sotto del livello educativo di quelle private. ?La PUCC capta gli studenti con i migliori punteggi, che sono anche quelli delle famiglie più ricche del paese?, riconosce il Decano, ?ma da alcuni anni ha attivato un sistema di borse di studio per i meno abbienti con alto rendimento?. Attraverso programmi della pastorale universitaria, elogiata ieri dal Papa, l'Università Cattolica contribuisce ?a elevare almeno un po' il livello educativo dei più bisognosi, aiuta a costruire loro case più degne, a prendersi cura della loro salute per citare alcuni esempi?. ?E' un aspetto che emerge con chiarezza nel lavoro di professori, studenti e funzionari della PUCC?, conclude.

  • AFRICA - La disoccupazione in Africa: ?Un vero crimine contro l?umanità?
    Soaudè ? In Africa è molto difficile trovare lavoro. Il fenomeno della disoccupazione in questo continente riguarda circa 32 milioni di giovani e la situazione andrà peggiorando a causa del forte divario tra crescita demografica e possibilità di impiego. Attualmente metà della popolazione africana ha meno di 14 anni. ?Una delle prime necessità del nostro tempo è la ricerca di un lavoro. Il tasso di disoccupazione in tanti paesi in Africa è davvero molto alto? rileva all?Agenzia Fides p. Donald Zagore, missionario della Società delle Missioni Africane .
    ?Ad esempio, in Costa d?Avorio, circa il 23% della popolazione è senza occupazione; in Sud Africa il 27.3%; in Gabon il 18%; in Gambia il 29.8%, solo per riportarne alcuni. La cosa più drammatica è che, anche quei lavori che spesso rasentano lo sfruttamento, per non parlare di quelli più dignitosi, sono diventati merce rara?, continua il missionario.
    ?Si tratta di un problema sociale ma anche antropologico per gli africani. E? grottesco dover riconoscere che, mentre lo sfruttamento dell?uomo è sempre stato considerato un crimine, c?è ancora di peggio. Infatti attualmente la mancanza dello sfruttamento, paradossalmente, sembra una vera retrocessione. Quante persone oggi sarebbero disposte a svolgere il peggiore dei lavori solo per avere un reddito e non ne trovano uno?? fa notare p. Donald.
    ?È davvero spaventoso ? sostiene il missionario - vedere che l?uomo non serve più a niente, nemmeno per qualsiasi tipo di sfruttamento. L?uomo oggi è percepito come superfluo, è distrutto. Purtroppo, come diceva la critica letteraria francese Viviane Forrester, ci sono molti uomini e donne che risultano ?incompatibili con una società di cui sono comunque i prodotti più naturali?. Sfortunatamente, sostiene la scrittrice, siamo passati dal fenomeno dello sfruttamento, a quello dell?esclusione?.
    P. Zagore conclude: ?Al di là della semplice questione della disoccupazione, è l'identità dell'uomo africano, è la sua natura intrinseca di essere umano che viene sottomessa. Ecco perché, più che mai, la lotta contro la disoccupazione, contro questo crimine, deve occupare un posto preminente nell?attività missionaria?.


  • AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto e il Patriarca maronita alla Conferenza di Al Azhar su Gerusalemme
    Il Cairo ? Il Patriarca copto ortodosso Tawadros II, il Patriarca maronita Bechara Boutros Rai e il Catholicos armeno apostolico Aram I sono i rappresentanti più in vista delle Chiese d'Oriente che hanno preso parte alla Conferenza internazionale su Gerusalemme in corso al Cairo su iniziativa dell'Università di Al Azhar, maggiore centro teologico-accademico dell'islam sunnita: ?L'identità araba della Città Santa e il suo messaggio?
    Nel suo intervento, il Patriarca Tawadros ha insistito sulla connessione che lega fatalmente le prospettive di pace in Medio Oriente al rispetto dei diritti nazionali del popolo palestinese: ?La vera pace? ha detto tra l'altro il Primate della Chiesa copta ortodossa ?non diverrà realtà finché non si fermeranno la violenza, le minacce e tutte le promesse fatte senza tenere conto dei sentimenti di musulmani e cristiani nel mondo e nella nostra regione". Il Patriarca maronita Rai, nel suo intervento, ha richiamato la posizione della Santa Sede, che pur senza intervenire in maniera diretta sulle dispute intorno alla sovranità territoriale di Gerusalemme, ha riaffermato più volte il diritto del popolo palestinese a avere uno Stato, attenendosi alle risoluzioni ONU che respingono l'annessione israeliana di tutta la Città Santa.
    I partecipanti alla Conferenza di al Azhar su Gerusalemme provengono da 86 Paesi diversi. Molto nutrita la schiera di convegnisti e oratori, sia cristiani che musulmani, provenienti dal Libano, che comprende, tra gli altri, l'ex primo ministro Fouad Siniora, l'ex ministro della cultura Taqrek Mitri, il Segretario generale del Comitato per il dialogo islamo-cristiano. Mohammad Sammak e l'ex Capo di Stato libanese Amin Gemayel. Alla Conferenza ha preso parte anche il Presidente palestinese Mahmud Abbas.
    Annunciata già lo scorso luglio, dopo tensioni e violenze esplose nelle settimane precedenti intorno alla Spianata delle Moschee e ai Luoghi Santi musulmani , la Conferenza si sarebbe dovuta tenere già lo scorso settembre. Dopo il rinvio, la decisione dell'Amministrazione USA di riconoscere Gerusalemme come Capitale di Israele ha riportato la Città Santa al centro di tensioni locali e internazionali, contribuendo a aumentare l'interesse intorno alla Conferenza promossa da Al Azhar.
    Alla Conferenza di al Azhar hanno preso parte anche l'Arcivescovo Bruno Musarò, Nunzio apostolico in Egitto, e il Segretario personale del Pontefice, monsignor Yoannis Lahzi Gaid, che la mattina di mercoledì 17 gennaio ha letto durante i lavori il testo in arabo di una lettera inviata da Papa Francesco allo sheikh Ahmed al Tayyib,Grande Imam di al Azhar, in occasione dell'iniziativa su Gerusalemme da lui promossa . Nel suo messaggio, Papa Francesco ha ribadito che la Santa Sede ?non cesserà di richiamare con urgenza la necessità di una ripresa del dialogo tra israeliani e palestinesi per una soluzione negoziata, finalizzata alla pacifica coesistenza di due Stati all?interno dei confini tra loro concordati e internazionalmente riconosciuti, nel pieno rispetto della natura peculiare di Gerusalemme, il cui significato va oltre ogni considerazione circa le questioni territoriali. Solo uno speciale statuto, anch?esso internazionalmente garantito - prosegue il messaggio inviato da Papa Francesco - potrà preservarne l?identità, la vocazione unica di luogo di pace alla quale richiamano i Luoghi sacri, e il suo valore universale, permettendo un futuro di riconciliazione e di speranza per l?intera regione.?. .

  • AFRICA/CENTRAFRICA - ?Un futuro cupo per i nostri figli se la situazione non cambia? gridano i Vescovi
    Bangui - ?Qual è la speranza per il nostro Paese all'inizio di quest'anno?? si chiedono i Vescovi della Repubblica Centrafricana nel messaggio pubblicato al termine della loro Assemblea Plenaria , domenica 14 gennaio.
    Una domanda legittima vista la drammatica situazione del Paese emersa nel corso dei lavori assembleari. I Vescovi tracciano un quadro drammatico delle condizioni di sicurezza, pur riconoscendo ?gli sforzi di consolidamento della pace a livello nazionale con l?avvio del ristabilimento dell?Autorità dello Stato, attraverso la nomina di Prefetti e Sotto Prefetti?.
    ?Purtroppo - afferma il messaggio inviato all?Agenzia Fides - sul piano sociale, gli avvenimenti dolorosi verificatisi negli ultimi tempi in alcune prefetture come Haut-Mbomou, Mbomou, Haute-Kotto, Basse-Kotto, Ouaka, Nana-Gribizi, Ouham, Ouham-Pendé e Nana-Mambéré, ci portano a credere che il nostro Paese continui a sprofondare nell?abisso?. ?I gruppi armati creano sempre anarchia e impongono le loro leggi a civili spossati che non sanno più da dove arriverà il loro aiuto. Nelle nostre diocesi siamo testimoni quotidiani di questa triste realtà e deploriamo il fatto che il nostro Paese sia sempre sotto la morsa della tracotanza e delle intrusioni delle milizie armate che non vogliono che la guerra si fermi?
    ?Le bande armate sono ancora impegnate in raid e massacri, stupri e racket di popolazioni civili. I villaggi sono vandalizzati e bruciati. Gli abitanti sono torturati e spudoratamente uccisi? denunciano i Vescovi.
    In Centrafrica è presente da anni una missione di Caschi Blu dell?ONU, la MINUSCA, per aiutare le autorità locali a ristabilire le condizioni di sicurezza. Ma i Vescovi lamentano ?la lentezza e l?inazione di alcuni contingenti della MINUSCA nel mantenere la pace?, al punto che ?le popolazioni locali desiderano ardentemente il dispiegamento delle forze di sicurezza centrafricane; purtroppo appena dispiegate, alcuni loro elementi si segnalano subito nel taglieggiare la popolazione?.
    L?insicurezza e il senso di abbandono dello Stato si traduce nella mancanza di strutture sanitarie ed educative. A farne le spese sono i giovani al punto che i Vescovi affermano che ?il futuro dei figli del nostro Paese è incerto e molto cupo?. ?Le ragazze e i ragazzi sono esposti a ogni forma di violenza, compresi abusi sessuali di ogni sorta e l?arruolamento forzato nei gruppi armati?. Anche la Chiesa ha subito attacchi e persecuzioni. Tra queste ?l?aggressione vigliacca e criminale di don Blaise Bissialo nella parrocchia del Cristo di Tokoyo a Bangassou e i tentativi d?intimidazione degli operatori pastorali?.
    La Conferenza Episcopale chiede alla comunità internazionale di ?continuare ad accompagnare e a sostenere il processo di pace in Centrafrica? e alle ONG ?di passare quando è possibile dalla fase emergenziale a quella del recupero e sviluppo?, mentre rivolge un pressante appello ai gruppi armati perché ?in nome di Dio depongano le armi e pongano fine ai crimini e alle sofferenze dei nostri compatrioti, al saccheggio delle risorse naturali e alla disfunzione dello Stato?.
    Al popolo del Centrafrica infine, i Vescovi ricordano ?che la sicurezza è soprattutto un impegno e un atteggiamento personale, comunitario e nazionale attraverso parole, atti e comportamenti patriottici ".



© Militärordinariat der Republik Österreich - 1070 WIEN, Mariahilferstr. 24