Home arrow Nachrichten

Hauptmenü
Zum Nachlesen
Militärseelsorge
Notfallseelsorge
Militärbischof
Militärgeneralvikariat
Dekanatsbereich I / Ost
Dekanatsbereich II / West
Auslandspfarren
Institut f. Religion u. Frieden
Arbeitsgem. kath. Soldaten
Soldatenwallfahrten
Bildarchiv
Downloads
Impressum

 
Panoramen der Kath. Militärseelsorge

Medien: Kirche und Militär
weitere Meldungen



Login Form





Passwort vergessen?


 

 

 

Aktuelles aus den Diözesen
Aktuelles aus den Militärpfarren

Fides News - Italian
Le notizie dell'Agenzia Fides

  • ASIA/IRAQ - Il Patriarcato ai caldei della diaspora: non perseguire interessi privati nella ricostruzione nella Piana di Ninive
    Baghdad - Un appello a sostenere anche finanziariamente la ricostruzione delle città e villaggi della Piana di Ninive dove abitavano i cristiani fuggiti davanti all'avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico , tra il giugno e l'agosto 2014, è stato rivolto dal Patriarcato caldeo alle proprie diocesi e alle comunità sparse per il mondo, formate da emigranti che hanno lasciato le terre del tradizionale radicamento caldeo.
    Il Patriarcato e alcune singole diocesi caldee hanno già messo a disposizione quasi 500 milioni di dinari iracheni per accelerare il ripristino di abitazioni e chiese danneggiate o distrutte durante gli anni di occupazione jihadista, e così consentire il rientro degli sfollati che desiderano tornare alle proprie case. Nel nuovo appello, il Patriarcato richiede a tutte le comunità caldee di continuare a sostenere con generosità i programmi di ricostruzione, come hanno già fatto quando si è trattato di soccorrere i profughi che fuggivano dalla Piana di Ninive, così da garantire, a chi vuole, la via del ritorno, prima dell'inizio del prossimo anno. Nel comunicato, il Patriarcato caldeo si dichiara favorevole al coinvolgimento di osservatori internazionali incaricati di monitorare eventuali violazioni e conflitti da parte delle forze impegnate nella guerra contro Daesh, e prevenire eventuali scontri tra governo centrale e governo autonomo del Kurdistan iracheno nella direzione politica e amministrativa dei territori in precedenza occupati dai jihadisti. Il Patriarcato sottoinea anche la necessità di coinvolgere nei processi di ricostruzione persone e gruppi professionalmente qualificati, che agiscano con spirito generoso e solidale, senza perseguire ?carrierismi e interessi personali?.
    Secondo dati forniti dallo stesso Patriarcato, e pervenuti all'Agenzia Fides, le prime ricognizioni hanno mostrato che nella Piana di Ninive la cittadina più devastata durante l'occupazione jihadista e poi durante gli scontri che hanno portato all'espulsione delle milizie dell'auto-proclamato Califfato è Batnaya, mentre altre città, come Telkaif, hanno subito meno danni. Nel frattempo, sui web media animati da gruppi cristiani iracheni, si moltiplicano segnalazioni di saccheggi, devastazioni e roghi avvenuti in villaggi delle aree adiacenti a Mosul dopo che le cittadine erano state ormai abbandonate dalle milizie jihadiste. .

  • AFRICA/SUDAFRICA - Scontri xenofobi: per i Vescovi ?nessun torto giustifica le violenze contro i migranti?
    Pretoria - ?Nessun torto giustifica la violenza contro gli stranieri? aveva affermato Sua Ecc. Mons. Abel Gabuza, Vescovo di Kimberly e Presidente della Commissione Episcopale ?Giustizia e Pace? della South African Catholic Bishop?s Conference alla vigilia della marcia contro la presenza straniera in Sudafrica, che si è tenuta a Pretoria il 24 febbraio. Mons. Gabuza aveva chiesto ai dimostranti ?calma e moderazione?, ma l?appello non è stato raccolto. Ci sono stati assalti ad esercizi commerciali gestiti da migranti e scontri con le forze dell?ordine che hanno arrestato oltre 130 persone.
    I migranti regolari o non in regola con il permesso di soggiorno sono accusati da una popolazione esasperata dalla criminalità dilagante e dalla forte disoccupazione, di fomentare il crimine e di togliere posti di lavoro ai sudafricani.
    ?Non sottolineeremo mai abbastanza che, anche in casi di forte scontento verso le forze dell?ordine e nei confronti di crimini che si suppone commessi da alcuni stranieri, i membri della comunità non possano prendere la legge nelle loro mani? ha detto Mons. Gabuza.
    Il Vescovo ha chiesto alle organizzazioni della diaspora africana di collaborare con le forze di polizia per individuare gli elementi criminali presenti tra i migranti, specialmente coloro che sono coinvolti nello spaccio di droga e nella prostituzione, e ha invitato il governo a rafforzare i controlli di frontiera.


  • AFRICA/CONGO RD - ?Le violenze nel Kasai frutto della manipolazione politica? denunciano i Vescovi
    Kinshasa - ?Dal luglio 2016 il conflitto tra il Capo tradizionale Jean-Prince Kamwina-Nsapu Pandi e le autorità della Provincia del Kasai Centrale ha preso una dimensione tragica, che va ben oltre il suo focolaio originale ed ora colpisce diverse comunità del Kasai? afferma un comunicato, inviato all?Agenzia Fides, dell?Assemblea Episcopale Provinciale del Kananga.
    Gli scontri e le violenze commesse dai seguaci di Kamwina-Nsapu, ucciso dalle forze di polizia nell?agosto 2016, ?hanno provocato la morte di centinaia di persone, tra cui diversi giovani e bambini, con violazioni sistematiche dei diritti fondamentali dell?uomo, la distruzione di infrastrutture pubbliche? affermano i Vescovi. Gli abitanti di diversi villaggi vagano nella foresta privi d?assistenza, mentre diversi giovani e bambini, abbandonati a loro stessi, ?sono strumentalizzati e arruolati come protagonisti del conflitto?.
    La violenza non ha risparmiato la Chiesa: ?chiese, ospedali, centri sanitari, scuole e beni ecclesiastici sono stati saccheggiati? .
    Le cause della crisi, secondo i Vescovi, sono da addebitare ad ?una cattiva gestione della questione amministrativa del potere tradizionale che è stato manipolato e politicizzato?. Su questa causa iniziale si sono innestate ?le frustrazioni di una regione a lungo emarginata e di una gioventù disoccupata?. Una volta accesa la fiamma delle violenze, la repressione poliziesca ha ?dato vita ad un movimento popolare di resistenza che va oltre il quadro originario del problema?, affermano i Vescovi, che sottolineano come le violenze sono commesse non solo dai seguaci di Kamwina-Nsapu, ma pure da persone in cerca di vendetta personale e da criminali che ?depredano completamente i cittadini pacifici e saccheggiano le infrastrutture?.
    Per porre fine alle violenze, i Vescovi chiedono alle forze dell?ordine di agire in modo professionale per proteggere i cittadini e i loro beni; ai politici di compiere gesti di pacificazione e di rasserenamento e di perseguire i colpevoli dei crimini; ai capi tradizionali di impedire ai giovani di arruolarsi nelle milizie. Si invita infine il personale ecclesiastico e i fedeli laici a pregare per la pace, recitando quotidianamente nelle parrocchie la preghiera per i 125 anni dell?evangelizzazione. I Vescovi hanno decretato infine che la Quaresima sia consacrata alla preghiera per i morti e la pace nel Kasai, ed hanno indetto una raccolta fondi e di beni materiali per gli sfollati.


  • AMERICA/URUGUAY - Preoccupazione della Chiesa per la crisi del lavoro a Soriano e a Colonia
    Mercedes ? Quasi all'inizio della Quaresima, i sacerdoti della diocesi di Mercedes con il Vescovo, Sua Ecc. Mons. Carlos Collazzi, hanno pubblicato un comunicato in cui esprimono ?preoccupazione e dolore? per ?la difficile situazione che attraversano molti lavoratori e la loro famiglie, a causa dalla riduzione dei posti di lavoro e della diminuzione dell'occupazione stabile e sicura".
    Questa situazione aggiunge "una nuova espressione della violenza ad altre già viste", inoltre "il diritto fondamentale al lavoro che nobilita ogni persona come un collaboratore e co-creatore di un mondo migliore" è "soggetto e schiavo alla speculazione che mette il capitale e il profitto dinanzi all'essere umano".
    La nota pervenuta a Fides dalla Conferenza Episcopale, senza entrare in "analisi o interpretazioni di ordine politico o economico, cosa che spetta ai responsabili nei quali il popolo ha riposto la sua fiducia", sottolinea che i sacerdoti invitano a discernere su "questa crisi del lavoro".
    A questo proposito invitano ad essere vicini alle famiglie colpite dalla crisi e a realizzare le opere di misericordia in questo tempo di Quaresima, che inizia il 1° marzo, mercoledì delle ceneri, oltre a promuovere spazi di dialogo "sincero, onesto e costruttivo" tra le parti in conflitto.
    Il comunicato si conclude con l'augurio che "il mistero pasquale illumini, rafforzi e incoraggi i datori di lavoro, i lavoratori e i responsabili per l'economia e la politica, nella ricerca di soluzioni per un lavoro dignitoso e metta la persona e la famiglia al di sopra dell'aspetto materiale".
    Secondo dati raccolti da Fides, l'industria in Uruguay nel 2016 ha segnato negativamente il paese per il terzo anno consecutivo. La chiusura delle fabbrica di carta di Fanapel e un'altra nel settore alimentare Molino Dolores, ha causato la perdita di numerosi posti di lavoro e di conseguenza lasciato le famiglie senza reddito.



  • AFRICA/EGITTO - Anche i salafiti di Al Nur condannano le 7 uccisioni mirate di copti nel Nord SInai
    Al Arish - La sequenza annunciata di omicidi abbattutasi nelle ultime settimane contro i cristiani copti nel Sinai del nord, ha provocato la fuga di più di 100 famiglie cristiane, trasferitesi dal capoluogo al Arish alla città di Ismailia, 120 km a est del Cairo. Il precipitoso trasferimento delle famiglie cristiane è iniziato dopo che un idraulico copto è stato ucciso giovedì scorso da un commando terrorista, mentre era a casa sua. Da quel momento, si sono moltiplicate anche prese di posizione di istituzioni islamiche sulla nuova spirale di violenze abbattutasi sui copti egiziani. La Casa della Fatwa , organismo egiziano presieduto dal Gran Mufti d'Egitto e incaricato di diffondere pronunciamenti orientativi e sciogliere dubbi e controversie riguardo all'applicazione dei precetti coranici, ha diffuso un comunicato per condannare la catena di omicidi, sottolineando che la campagna orchestrata da gruppi jihadisti contro i cristiani autoctoni dell'Egitto punta esplicitamente a sabotare l'unità nazionale. Anche i portavoce di al-Nur, il Partito salafita ultra-conservatore, hanno espresso pubblicamente la propria condanna per le uccisioni mirate di cristiani copti avvenute nel Sinai settentrionale, ribadendo che esse ?vanno contro gli insegnamenti dell'islam?. Della condizione dei cristiani sfollati e dell'urgenza di proteggere i cristiani della regione da nuovi attacchi hanno parlato in una conversazione telefonica anche il Patriarca copto ortodosso Tawadros II e il Primo Ministro egiziano, Sherif Ismail.
    Il Sinai del nord è da anni l'epicentro delle operazioni violente perpetrate da gruppi jihadisti contro esercito, forze di polizia e popolazione civile.
    Quando la sequenza di uccisioni di cristiani nel Sinai era già iniziata, sedicenti affiliati egiziani all'autoproclamato Stato Islamico hanno diffuso un video-messaggio in cui rivendicano una nuova campagna di violenze mirate contro i copti, definiti dai jihadisti come ?la preda preferita?. Il video-messaggio esaltava la figura di Abu Abdullah al-Masri, il giovane attentatore kamikaze che lo scorso 11 dicembre si è fatto saltare nella chiesa di Botrosiya, nel complesso di edifici ecclesiastici adiacenti alla cattedrale copto-ortodossa del Cairo, provocando la morte di 29 persone.


© Militärordinariat der Republik Österreich - 1070 WIEN, Mariahilferstr. 24